Saludecio, in preda a raptus sfonda con l'auto il cancello del nipote e poi scappa a piedi

Sabato 6 Gennaio 2018 - Cattolica - Valconca
Un operatore del 112 della Compagnia di Riccione

E' accaduto nella serata di venerdì 5 gennaio. Protagonista un 54enne da tempo sotto cura psichiatrica

“Correte!! Correte!! Mio zio, a bordo della sua autovettura, mi ha appena sfondato il cancello di casa e ha quasi distrutto anche due macchine lì parcheggiate!”. E' questo il messaggio che la sera di ieri, venerdì 5 gennaio, intorno alle 19.30 arriva al numero di emergenza dell’Arma della Perla Verde. A chiamare è un uomo dalla voce allarmata e preoccupata.

Ciò che maggiormente preoccupa l’utente del “112” non sono le conseguenze del danno subito, quanto piuttosto la salute di suo zio, 54enne del luogo, da tempo in cura nel reparto di psichiatria del capoluogo romagnolo.

Il 54enne, a bordo della sua VW Golf, in preda verosimilmente ad un raptus tanto improvviso, quanto inspiegabile, aveva sfondato il cancello dell’abitazione del nipote e l’impatto, violento, oltre a provocare lo scardinamento della pesante struttura in ferro, aveva anche causato il danneggiamento di due autovetture parcheggiate nelle immediate vicinanze. Nonostante l’urto, dopo l’impatto, l'uomo era sceso dal mezzo e si era allontanato a piedi nelle campagne limitrofe facendo inizialmente perdere le proprie tracce.

Ricevuta la segnalazione, gli uomini dell’Arma – ed in particolare una delle tante autovetture che in questi giorni stanno perlustrando in lungo e in largo la Valconca ed il territorio meridionale della provincia di Rimini a seguito del potenziamento dei servizi disposto dal Comandante della Compagnia dei Carabinieri Capitano Marco Califano, secondo le direttive fornite dal Comandante Provinciale dell’Arma, Ten. Col. Giuseppe Sportelli – si portavano immediatamente a Saludecio, e dopo aver avuto ulteriori dettagli dal nipote e dai suoi familiari si attivavano con tempestività nella ricerca dell'uomo, con lo scopo di rintracciarlo il prima possibile anche per consentire i suoi soccorsi e per impedire che potesse dar luogo ad ulteriori atti inconsulti nei suoi e negli altrui riguardi.

Fortunatamente la storia, oggi, ha un lieto fine: il 54enne, dopo appena dieci minuti, viene ritrovato dai militari dell’Arma che, rassicurandolo e placandone gli animi, riuscivano a portarlo con loro per poi affidarlo ai sanitari del 118, nel frattempo intervenuti in supporto.