Natale 2018. Nel Museo di Saludecio e del Beato Amato il Presepe di Ilario Fioravanti

Lunedì 24 Dicembre 2018 - Cattolica - Valconca

Il Museo di Saludecio e del Beato Amato, grazie al generoso prestito della signora Adele Briani Fioravanti, si arricchisce per le festività natalizie di un'opera speciale, pluriepisodica: un Presepe di Ilario Fioravanti. Ilario Fioravanti (Cesena 1922 - Savignano sul Rubicone 2012) è stato soprattutto un artista. Spaziava dall'architettura alla scultura, dalle arti grafiche alla pittura.


Il rapporto con l'arte nacque in lui in precoce età. Sin da bambino ricordava le mostre che era riuscito a visitare a Ferrara ed in particolare, quella sull'arte estense (la cosiddetta Officina ferrarese); Fioravanti ricordava di quell'occasione, l'impressione avuta dalla visione del "Compianto sul Cristo morto" di Guido Mazzoni, tema che poi toccherà con il gruppo scultoreo oggi al Museo d'Arte Sacra di Longiano. La sua passione per il disegno, mal si accordava con l'epoca, ma ostinatamente la perseguì fino a giungere alla laurea in Architettura a Firenze nel 1949. Subito dopo frequentò per lavoro Saul Bravetti - il celebre architetto cesenaticense - ma già da prima per i strani casi della vita, Alberto Sughi.


Gli anni del dopoguerra furono quelli in cui si concentrò maggiormente sull'architettura con le realizzazione di tanti progetti civili e di altrettante edifici di culto, tra le quali è utile ricordare seppur relativamente recente, la Chiesa dedicata a San Massimiliano Kolbe a Sorbano di Sarsina. Mantenne comunque forte il rapporto con le altre forme d'arte, tanto da destare l'interesse di Giovanni Testori, Antonio Paolucci, Andrea Emiliani, Tonino Guerra, Dario Fo; una sua accurata biografia umana ed artistica è stata scritta da Vittorino Andreoli.


Vittorio Sgarbi gli organizzò le mostre personali di Spoleto, di Matera e di Roma, in seguito si aggiunsero altre esposizioni in Romagna. Ma i suoi dipinti e le sue sculture superarono i confini locali ed arrivarono fino alle Biennale di Venezia del 2011 e al Parlamento europeo a Bruxelles (2014). Per scoprire la sua arte bisogna andare alla "Casa dell'Upupa", il rifugio artistico di Fioravanti al Castello di Sorrivoli (Roncofreddo). Lì si scopre un modo fatto di figure, in pittura, affreschi, scultura, terrecotte, bronzi. Un mondo che talvolta è difficile capire se l'artista l'avesse portato a termine o se fosse solo un abbozzo. Tuttavia le sue opere spesso ricche di animo espressivo, raccontano di vita quotidiana e del rapporto con Dio.


Fioravanti ha avuto sempre un doppio binario: quello terreno e quello celeste dimostrato quasi ossessivamente con il tema del Presepio. Nel Presepe Fioravanti univa i suoi percorsi in un'opera unica, fatta di persone e animali (pastori, contadine, pecore, cani, etc.) e di personaggi sacri (Gesù Bambino, Maria, Giuseppe, i re Magi, gli angeli). Talvolta ne modificava le proporzioni o quasi apparentemente dimenticava di delineare i volti, per cercare di esaltare il valore emozionale di quanto si vedeva. I suoi Presepi sono una ricerca, una scoperta per gli occhi dell'osservatore. Si torna quasi bambini per l'impegno nello scoprire i personaggi e coglierne gli aspetti umani.


Ai piedi delle grandi tele dei Guerrini c'è una formella in ceramica policroma del 1998 con "L'annuncio ai pastori". Di fronte alla "Processione del Santissimo Sacramento" del Cagnacci, sotto lo stendardo processionale dorato (quasi una stella cometa), c'è la scoperta di "Gesù Bambino", il disvelamento agli occhi del mondo del Figlio di Dio, in un affresco su eraclit del 2004. Indicato dalla mano di Santo Amato di grande dipinto di Giuseppe Soleri Brancaleoni, un piatto in terracotta del 1995, dove è incisa "La visita dei re Magi", con tratti di colore a pennello, pastello e matita. Infine su appoggiato sul mobile che reca il simbolo della roncola, il piatto in ceramica maiolicata con "La fuga in Egitto" del 2000. Esiste un dialogo continuo tra le opere del Museo e le rappresentazioni di questo Presepe; nulla prevale sull'altro in un discorso armonioso e continuo. Si comprende pertanto quanto intenso sia il messaggio che questo Natale viene lanciato dalla direzione del Museo saludecese: vita umana e rapporto con Dio. E proprio nella semplicità dell'idea di San Francesco del Presepe, la si rilegge in maniera evidente ancora oggi.


Ancora alcune brevi annotazioni su Ilario Fioravanti. Sue sono le porte bronzee della Cattedrale di Cesena e proprio a Cesena l'anno scorso in occasione della visita pontificia è stata donata a Papa Francesco una formella con la Madonna del Popolo di Fioravanti. Questo grande artista romagnolo è poco conosciuto a Rimini, anche se una sua retrospettiva si è tenuta a Castel Sismondo nel 2015. Pochi però sanno che nella Chiesa di Santa Maria della Neve di Vergiano ci sono i quattro simboli degli Evangelisti plasmati da Ilario Fioravanti. Una presentazione del Presepe di Ilario Fioravanti verrà fatta dal direttore del Museo Marco Musmeci, la sera di venerdì 4 gennaio 2019, all'interno della conferenza dedicata al patrimonio demoetnoantropologico romagnolo, in programma alla Biblioteca di Saludecio.


Per le Festività Natalizie il Museo di Saludecio e del Beato Amato
- il Museo dedicato a Santo Amato Ronconi - è aperto come di consueto tutte le domeniche dalle ore 15.00 alle ore 17.00 e osserverà un'apertura straordinaria per la Festa di Santo Stefano, venerdì 26 dicembre con il medesimo orario.


Per informazioni: museo.santo.amato.saludecio@gmail.com.