Lavoro. Ancora sciopero dei cuochi del gruppo Elior: cucine chiuse anche a Rimini e Riccione

Martedì 18 Dicembre 2018 - Riccione, Rimini
Foto di repertorio

Servono mense scolastiche e aziendali

La pausa pranzo di migliaia di lavoratori (in particolare i dipendenti Hera e Tper), studenti ma anche pazienti di case di cura rischia di saltare ancora. Il motivo e' sempre lo stesso che va avanti da una settimana: lo sciopero delle cuoche e dei cuochi delle mense del Gruppo Elior, multinazionale attiva nel settore della ristorazione. Oggi - martedì 18 - anche le cucine del gruppo Elior di Rimini e Riccione, che servono soprattutto mense scolastiche, non hanno aperto e "l'adesione e' stata molto alta", dice Massimiliano Gabrielli, della Filcams-Cgil riminese. 

I cuochi e le cuoche del Gruppo Elior Ristorazione da una settimana stanno scioperando a 'intermittenza' creando disagi nella distribuzione dei pasti o alle mense. Questa mattina non si sono accesi i fornelli della cucina centralizzata "Nuova Emilia" di Zola Pedrosa, che serve piu' di 4.000 pasti, mentre la scorsa settimana sono rimasti senza pranzo sia i dipendenti Tper (alle mense in via Battindarno e via Ferrarese), sia quelli di Hera, nella sede di viale Berti Pichat.

Uno protesta motivata "delle persistenti condizioni precarie con cui l'azienda tratta i suoi lavoratori". In particolare, per i 289 dipendenti del gruppo Elior, insieme ai 47 di Gemeaz si tratta di "cedolini errati, pagamenti non corretti, ferie sottratte, permessi mai goduti e ore di straordinario non pagate", spiegano le sigle. A questi si aggiungono anche "le pessime condizioni delle attrezzature e e degli spazi di lavoro che incidono fortemente sulla salute dei lavoratori" .

Uno stato di agitazione, proclamato da Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl, che continuera' "finche' l'azienda non dara' certezze sulla situazione futura in via definitiva", avvisa Antonello Giuliana, della Fisascat. Infatti per il momento "Elior si e' fatto sentire timidamente per sistemare le differenze retributive del passato, ma e' chiaro che la parte importante per noi e' quella che riguarda il futuro dell'azienda". In piu' i dipendenti "sono molto preoccupati perche' manca totalmente organizzazione, non ci sono punti di riferimento e spesso mancano anche le materie prime".

Per quanto riguarda gli stipendi invece "non sono assolutamente proporzionati alle ore che fanno i dipendenti", racconta Giuliana. "Stiamo parlando di lavoro straordinario autorizzato non pagato" che va sia da cifre di 'poco conto' fino a "persone a cui non sono riconosciute 40 o 50 ore di straordinario".