Contenziosi. Imu sulle piattaforme di estrazione, il Comune di Rimini ricorre in appello

Venerdì 2 Novembre 2018 - Rimini
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Il Comune di Rimini prosegue nel percorso legale nei confronti di Eni per il mancato versamento dei tributi dovuti per le piattaforme di estrazione. L’Amministrazione ha approvato di ricorrere in appello contro le sentenze di primo grado della Commissione Tributaria Regionale di Bologna che ha accolto i ricorsi presentati dall’azienda e che riguardano gli avvisi di accertamento notificati per l’omesso versamento di Ici (2011), Iscop (2011) e Imu (2012-2015).

 

Il contenzioso tra azienda e Comuni è nato nel dicembre del 2016, quando la Corte di Cassazione attraverso due sentenze ha stabilito che le piattaforme estrattive vanno considerate come immobili “speciali”, pertanto devono essere accatastate e sono soggette al pagamento dell’IMU. La nuova interpretazione da parte della Cassazione ha quindi permesso ai Comuni di far partire gli avvisi di accertamento per le imposte arretrate.

 

Per il Comune di Rimini si tratta di vedersi riconoscere una somma complessiva di circa 13,3 milioni, che comprende la quota di imposta dovuta per le sei piattaforme accertate (6.527.125 euro) e le relative sanzioni. Eni Spa ha già provveduto al pagamento di 6,8 milioni che sono stati accantonati in un “fondo rischi da contenzioso” e resteranno ‘congelati’ fino a quando la commissione tributaria non si pronuncerà nel ricorso.