Bando periferie. Emilia Romagna ricorrerà alla Corte costituzionale contro il Decreto Milleproroghe

Mercoledì 17 Ottobre 2018
Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna

Bonaccini: "Accolta la richiesta dei sindaci di ogni schieramento politico. Quasi 120 milioni di investimenti scippati in una notte al territorio regionale sono un oggettivo danno, in particolare alla parte più fragile delle nostre città"

"Come richiesto dai sindaci, impugneremo davanti alla Corte costituzionale la norma del decreto Milleproroghe che ha cancellato le risorse destinate al recupero delle periferie. Abbiamo atteso che si arrivasse a un'intesa, come piu' volte promesso dal Governo, ma ad oggi tutti gli impegni sono stati disattesi e non possiamo ne' vogliamo ignorare la sacrosanta protesta montata dai Comuni e dai sindaci di ogni schieramento politico". Cosi' il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, dopo il decreto Milleproroghe approvato in Parlamento poche settimane fa nel quale, fra le altre misure, e' stata inserita quella che ha cancellato i fondi previsti da una norma del 2016 sul cosiddetto 'Bando periferie' per un ammontare di 1,6 miliardi a livello nazionale.

"Se e' vero che i Comuni non possono adire direttamente alla Consulta e' vero pero' che possono farlo le Regioni e noi lo facciamo. Perche' quasi 120 milioni di investimenti scippati in una notte al territorio regionale sono un oggettivo danno all'Emilia-Romagna, in particolare alla parte piu' fragile delle nostre citta', dove piu' c'e' bisogno di investimenti di riqualificazione, di sicurezza e di servizi".