Autorità. A Rimini il Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento Antiracket

Giovedì 22 Novembre 2018 - Rimini

Il Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket e Antiusura, Prefetto Domenico Cuttaia ha incontrato a Rimini il mondo istituzionale, quello creditizio e le associazioni di categoria, per un’analisi sui fenomeni dell’estorsione e dell’usura e per l’illustrazione dei possibili benefici che lo Stato pone a disposizione delle vittime di tali reati. L’iniziativa, tenutasi presso il Museo di Città, è stata fortemente voluta dal Prefetto di Rimini Alessandra Camporota che ha inteso dare nuovo impulso – partendo dal protocollo territoriale esistente - all’elaborazione di concrete azioni di contrasto ad un’attività criminosa subdola e decisamente nociva per le persone ed il sistema economico-finanziario.

E’ stato lo stesso Prefetto, dopo aver presentato l’illustre ospite (che ha assolto prestigiose funzioni presso il Quirinale, il Ministero dell’Interno e Sedi importanti come quella di Venezia), ad introdurre la giornata attraverso un excursus normativo e l’illustrazione delle competenze prefettizie in materia, atteso che alle Prefetture spettano compiti che vanno dall’istruzione delle istanze presentate ai fini dei benefici di legge alla ricostruzione della vicenda criminosa, dal parere in ordine al nesso di causalità tra il danno patito e l’evento delittuoso alla quantificazione del danno subito, passando per una complessa fase procedimentale che vede coinvolti organismi come il Nucleo di Valutazione e il Minipool Antiracket e Antiusura.

All’evento non ha mancato di partecipare anche il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi che, nel portare il saluto ai convenuti, ha sottolineato come la circostanza rappresenti per la città un “messaggio bello e centrato” e rappresenti per la comunità locale un ulteriore stimolo a “trovare un progetto che ha dentro la comunità”, ossia che abbia le persone come riferimento ultimo e rifugga ogni tentativo di speculare sul territorio.

“Un piano strategico”, ha proseguito il Sindaco, che si proponga con il presupposto di una “fonte dichiarata e un modello trasparente e leggibile”. Motivi per i quali non bisogna aver paura di parlare anche dell’eventuale presenza di determinati fenomeni a Rimini perché contrastarli fa bene al turismo. Un turismo che la Città di Rimini configura all’interno di un progetto globale di ampio respiro e piena sostenibilità per una riqualificazione che non dimentica la storia dei luoghi e le persone che vivono il territorio. A precedere l’intervento del Commissario è stato il Procuratore della Repubblica di Rimini Elisabetta Melotti che ha sottolineato come il fenomeno dell’usura sia presente nel riminese e il rischio di infiltrazione criminale sia particolarmente elevato, attesa la forza attrattiva decisamente rilevante dell’economia territoriale e l’indice di permeabilità all’usura non trascurabile.

Lo stesso Procuratore della Repubblica ha quindi annotato che vi è una media annua di circa una decina di procedimenti legati all’usura e che le relative indagini, particolarmente complesse per la natura del reato, si allargano a raggiera con ulteriori e gravi implicazioni. A tale attività giudiziaria e alle collegate indagini plurime – che spesso rivelano collegamenti con organizzazioni mafiose storiche - sono corrisposte, nel solo anno 2017, confische per dieci milioni di euro. Sottolineata anche la presenza di quella che il Procuratore della Repubblica ha definito “usura di vicinato o di quartiere” che interviene rapidamente, per somme che nell’immediato non risultato essere particolarmente elevate, “in favore” di soggetti in difficoltà apparentemente temporanea, come ad esempio quelli delle sale da gioco.

Con un intervento articolato ed incisivo, il Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket e Antiusura dopo aver mostrato apprezzamento per la positività espressa dal Sindaco circa la convinzione di non “nascondere la polvere sotto al tappeto” e sottolineato la necessità di dover chiamare a raccolta sul tema tutte le componenti sociali, ha delineato le tre linee strategiche degli interventi posti in essere:

1) strategia operativa, attuata attraverso l’attività della Procura della Repubblica, delle Forze di polizia e della Prefettura;
2) strategia partecipativa, finalizzata al profondo radicamento e alla partecipazione dell’intero tessuto socio-economico per una risposta attiva alle induzioni e ai tentativi;
3) strategia del sostegno alle vittime, palesando una concreta vicinanza dello Stato e favorendo, attraverso l’elargizione di somme di denaro, la ripresa dell’attività economica.

Al riguardo il Prefetto Cuttaia ha evidenziato come la pericolosità dei fenomeni estorsivi ed usurari – spesso con il sovra indebitamento anticamera dell’usura - sia stata pienamente colta dal legislatore che ha inteso intervenire attraverso l’istituzione di fondi che possono incidere direttamente sul mantenimento delle attività di produzione della ricchezza per la collettività. Ha però sottolineato che fondamento di tutta l’azione dello Stato è la denuncia della vittima, senza la quale da un lato non è possibile portare all’emersione il fenomeno – che tende ad espandersi – e dall’altro impedirebbe di circostanziare persino i contorni di un fatto di rilevanza penale e l’effettiva portata dello stesso.

Un accesso ai fondi, dunque, legato all’azione di denuncia delle vittime di attività criminose che si manifestano attraverso forme sempre più sofisticate di intervento che oggi arrivano ad “offrire” servizi agli operatori economici i quali, nel tempo, non riescono più a svincolarsi da tali prestazioni – effettuate con tariffari sovradimensionati – pena il fallimento delle stesse attività imprenditoriali.

Ad un’attività decisa dello Stato, si contrappone dunque l’insidia costante delle forme criminose adottate e la necessità che il ruolo delle associazioni diventi sempre più incisivo per aiutare a comprendere che denunciare “conviene” alla stessa vittima ed è indispensabile per beneficiare delle iniziative di solidarietà che lo Stato ha espressamente posto a disposizione elargendo, sul fronte dell’estorsione, non solo per i danni subiti ma anche ristorando il mancato guadagno e su quello dell’usura concedendo prestiti a tasso zero. Al riguardo il Commissario Cuttaia ha rilevato che su questi due versanti sono stati erogati 32 milioni di euro ed ha invitato ad una riflessione sulla circostanza che a fronte di tale importo complessivo, l’Emilia Romagna ha registrato solo tre denunce che hanno condotto all’elargizione di 104 mila euro.

Nel corso dell’incontro è stato consegnato ai presenti il vademecum operativo recentemente edito e finalizzato a rendere agevole ogni pratica informazione per l’accesso al fondo di solidarietà.